Storia
Storia

Il ritorno dei francesi il 21 ottobre 1800, segnò nuovi e continui passaggi e accantonamenti di truppe con requisizioni, devastazioni di campi e ruberie. Carpenedolo diede il suo contributo anche alle guerre napoleoniche sia in uomini che in derrate alimentari per l’esercito e, soprattutto, in gravose tasse.

Dominazione austriaca

Abbastanza pacifico fu per Carpenedolo il dominio austriaco, funestato soltanto da una grave carestia iniziale e dal colera degli anni 1836 e 1855. La parentesi del 1848 iniziatasi con la costituzione della Guardia civica il 22 marzo, non portò particolare trambusto in paese. Carpenedolo visse invece momenti difficili nel 1859 per la vicinanza dei campi di battaglia di S. Martino e Solferino. La borgata, infatti, e specialmente le chiese e i palazzi, vennero trasformati in un grande ospedale militare. Nell’assistenza ai feriti si segnalarono Angelina Zecchi, ed altri pietosi infermieri. In seguito, specie nel 1866, il paese registrò nuovi passaggi di armati e il 23 giugno dello stesso anno, una sosta di Garibaldi.

Il Regno d'Italia

Più tardi, il 10 settembre 1878 e nel 1890 assistette alla vincita di Umberto I. Ma il paese, causa specialmente la ”Fossa Magna” e le condizioni di povertà soffrì anni terribili di scorbuto, pellagra, febbri intermittenti, fino a quando opere di risanamento igienico e lo sviluppo economico e sociale del paese apportarono migliori condizioni di vita. A queste si accompagnarono la creazione nel 1884 di un circolo popolare democratico e di una Società operaia cattolica maschile, e di altre associazioni economico sociali.

Sanità ed istruzione a Carpenedolo

La carità e l’assistenza sociale carpenedolese è sempre stata animata da generosi benefattori. Nel 1575 Diodato Laffranchi diede vita al ricovero per infermi poveri e per orfani e che grazie ad altri lasciti (don G.B. Scolari, don Giuseppe Mancabelli, Lorenzo Marini. ecc ) sono diventati un Ospedale con annesso un Orfanotrofio. Con essi si sono affiancati l’opera Pia Baliatico (1895), e l’Orfanotrofio Girelli (1856). 

   fossa magna

Anche sul piano dell’istruzione Carpenedolo si è distinto da antica data. Fin dal 1500 la Comunità aveva aperto una scuola di grammatica e di aritmetica e fin dal 1859 il Comune aprì un corso superiore.  
Nel 1907 – 1908 venne aperta una VI classe elementare mista mentre venivano costruiti edifici scolastici al centro e nelle frazioni. Nel 1868 don Egidio Cattaneo apriva un suo collegio convitto durato fino al 1872 mentre le Figlie del S. Cuore aprivano un Educandato. L’asilo infantile fondato nel 1874 ebbe pure ampio sviluppo.

Agricoltura e industria

Circondato in gran parte da campagna ghiaiosa e arida, Carpenedolo ha saputo svilupparsi economicamente e socialmente con tenacia e intelligenza. Nel 1690 vennero appaltate le Lame e nel 1750 vennero suddivise vaste estensioni di terreno con la concessione di due piò di terra ad ogni originario fondando così le Masserie. Diresse ed incrementò il lavoro di colonizzazione il deputato provinciale G.B. Meli, pittore, agrimensore e idraulico di grande valore che traccio canali, scavò fontanili, avviando una vasta opera di bonifica e di progresso agricolo.
Al contempo si moltiplicavano mulini che da due nel sec. XVI divennero cinque nel sec. XIX. Di pari passo si sviluppò la produzione di olio da semi attraverso diverse macine oggi scomparse. Nel 1600 vi esistevano già sette fornaci che davano lavoro a molti operai.

Nel 1700 invece si sviluppò la lavorazione della seta. Il primo filatoio venne aperto da Lorenzo Ercoliani nel 1756. Ne seguirono altri aperti nel 1757 da Stefano Callegari, nel 1769 da G.B. Pari, nel 1776 da Bortolo Bellini. Nel 1800 i filatoi, fornelli e filande, mossi dalle acque della Lametta o Fossa Magna, moltiplicarono ancor più attraverso le ditte Molteni, Astori, Azzi, Boselli, Erba, Dell’Oro poi Gatti che assorbì fino a 300 filatrici.

Un nuovo ponte sul Chiese costruito nel 1877, la linea tranviaria costruita nel 1911 il continuo miglioramento della rete stradale diedero sempre nuovo impulso anche alla vita economica.

Nuovo impulso all’agricoltura venne nel 1900 da parte della Cattedra Ambulante di Agricoltura specie per merito del prof. Moretti. Vennero estese e razionalizzate le culture, introdotta la vite americana, intensificata la bachicoltura. A quella della seta si accompagnò l’industria tessile con la ditta Compagnoni. Don Severino Bettinazzi apriva un ”Calzificio cattolico” che diede lavoro a 60 operaie. Il mercato fissato al giovedì e poi trasferito al mercoledì risale ad un provvedimento del Doge Luigi Mocenigo del 28 maggio 1768. Comprendeva anche un mercato del bestiame finito verso il 1885. Risalgono al 1551 circa la fiera di S. Bartolomeo, al 1787 quella della Madonna del Castello.

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